Come sopra scritto, la colonscopia virtuale è
una TAC a bassa dose, eseguita dopo aver insufflato aria o CO2 nel colon
attraverso una piccola sonda rettale, in soggetti che hanno eseguito una blanda
preparazione intestinale. L’esame è completato in pochi minuti, ben tollerato e
con prestazioni diagnostiche confrontabili a quelle della colonscopia
tradizionale. Per i motivi citati la colonscopia virtuale è dal 2008 inserita
nelle linee guida dell’American Cancer Society tra gli esami che devono essere
proposti dal medico di medicina generale per la prevenzione del cancro del
colon-retto nei soggetti con più di 50 anni (Kablunde CN, Amer Jour of Prev
Med
2009). L’esame ha quindi indicazione negli Stati Uniti come test di tipo
opportunistico. Diverso è lo scenario in quei paesi, come l’Italia, in cui sono
organizzati programmi di prevenzione di massa. In queste ultime aree
geografiche, la colonscopia virtuale non trova ancora un ruolo ben consolidato
come test di prevenzione per differenti motivi. Il tasso d’adesione, a seguito
d’invito con lettera, non è stato verificato e potrebbe anche essere inferiore
a quello registrato per i test utilizzati oggi; le prestazioni dell’esame, in
particolare la sensibilità, devono essere confrontate con quello degli altri
test; i costi di un programma di screening con colonscopia virtuale non sono
noti; infine, sono ancora pochi i centri di radiologia sono addestrati a
eseguire e a leggere l’esame correttamente. Per questo la Regione Piemonte e la
Provincia di Verona hanno recentemente avviato una sperimentazione clinica
denominata Protèus, che ha come obbiettivi principali proprio la valutazione
del tasso d’adesione e del tasso d’identificazione delle lesioni del
colon-retto con la colonscopia virtuale in confronto con la rettosigmoidoscopia
in soggetti con età maggiore di 58 anni.
Nella sperimentazione gli esami di colonscopia virtuale saranno eseguiti
in 8 centri ospedalieri, distribuiti nel territorio. La lettura verrà per
contro effettuata in un unico centro di telediagnosi, collocato nel centro di
Torino, con l’ausilio di software dedicato di lettura comprendente un sistema
di diagnosi assistita dal computer, denominato CAD-Colon (im3D, s.p.a). I
risultati di questo ampio studio clinico saranno disponibili nel 2011.
