Il paziente viene fatto accomodare sul lettino
TAC in posizione prona. L’infermiere introduce un sottile tubicino di plastica,
dotato di palloncino in punta, per pochi centimetri oltre l’orifizio anale. Per
introdurre aria la sonda può essere collegata a un dispositivo manuale (Fig. 8).
L’aria è introdotta nel colon durante la compressione manuale del dispositivo
fino a massima tolleranza da parte del soggetto. Alternativamente, è possibile
utilizzare un dispositivo automatico o insufflatore (Fig. 9); in tal caso al
posto dell’aria ambiente il colon è disteso con anidride carbonica. L’anidride
carbonica è assorbita molto più rapidamente dell’aria dalla mucosa intestinale.
Eventuali dolori crampiformi, che possono insorgere durante l’insufflazione,
regrediscono quindi con maggiore velocità. La TAC è eseguita in posizione prona e supina; durante la
scansione è richiesto al soggetto di mantenere l’apnea per circa 5-20 sec. La
dose di radiazioni impiegata è molto più bassa rispetto a quella utilizzata per
una TAC normale, ed è equivalente alla dose che ogni individuo assume dalle
radiazioni naturali. Per queste dosi ultra-basse non è dimostrato alcun danno
all’organismo (Amer J of Epidemiology, 2003 mettere in bibliografia e fare il link).
L’impiego di farmaci antispastici, quali il Buscopan, durante l’esecuzione
dell’esame è richiesto solo in casi particolari, quando il paziente tollera
male la distensione dell’intestino, cosa che può capitare più frequentemente
nei soggetti con diverticoli.
